PRESS REVIEW

 

 

EMUSIC

Dave Sumners - June 2013
(...) A new release from the intriguing Pollock Project. Named after the painter,  this group celebrates the act of free improvisation,  creativity on the fly. Their last album (self-titled) was a truly fascinating mix of Mediterranean,  Nordic,  straight-ahead Jazz,  and electronics… and their newest seems to pick up where the last left off. (...)

BIRD IS THE WORM

Dave Sumner - 2012

Though named after artist Jackson Pollock, this recording was created as a celebration of the beauty of free creativity. (...) A mix of regional Jazz influences that incorporate Mediterranean and Nordic sounds, this strangely alluring album has an appeal that is quite unique.

PARIS TRANSATLANTIC

John Gill, April 2012
It's just one of a wide battery of instruments employed here to evoke moods that range from Brazil to Japan,  via Collin Walcott's Pacific North West,  Duchamp's Paris and,  on the closing track,  the spookier moments of Gavin Bryars's The Sinking of the Titanic. (...) , The most beautiful touch,  however,  is the central theme being picked out on what sounds like a child's toy (apparently, a glockenspiel),  which makes it sound rather like the Davis version re-arranged for toy piano by John Cage. It is,  if anything,  even more spacious than Miles,  adding colours unheard before,  with the electronics,  percussion and keyboards giving it the submarine feeling of the Bryars piece. That deftness of touch, literal and metaphorical, not least when Jackson Pollock walks in to explain his techniques over Alesini and the glockenspiel,  marks this a great many notches above what lesser talents might have achieved with the ingredients listed above. A sunny,  light but substantial recording, which reveals new depths slowly. (...) 

CUADERNOS DE JAZZ

Germàn Làzaro - Septiembre 2012
Sabíamos del buen hacer, cuando no excelencia, de los músicos italianos que hacen jazz en sus acepciones más clásicas. Ahora, y desde hace unos años, sabemos también que son sobresalientes en una concepción del jazz más abierta y futurista. Y no me estoy refiriendo tanto a free o a vanguardia rompedora como a una inagotable capacidad de hibridación con otros géneros populares y/o cultos. Esa “imaginación latina” (...) es el mejor pasaporte que desde hace años tienen los músicos italianos que se mueven en un amplio hinterland de influencias y estilos. Este trío liderado por el pianista Marco Testoni y el saxofonista Nicola Alesini va por ahí y lo hace, como es obligado, marcando su propio territorio. De hecho, ellos definen lo que hacen como “visionary art-jazz”. Un territorio en el que cabe jazz, electrónica, dub y música de distintos tintes étnicos. (...)

MESCALINA

Andrea Carianni - Agosto 2014
Rivestire di nuovi significati la libertà esecutiva del free jazz, immergerla nello sperimentalismo del nu jazz e tradurla nel linguaggio sintetico della modernità senza assorbirne passivamente le antinomie: Quixote (Helikonia, 2013) è questo e tanto altro ancora. (...)

Ogni composizione gode di temperatura, colore e forma propri, per mezzo di una saggia disposizione del materiale sonoro e un’accurata selezione della strumentazione. E’ proprio Testoni, percussionista, pianista e compositore, che si erge a scultore, pittore e architetto, mettendo a disposizione dell’ascoltatore/spettatore un’esperienza sensoriale a 360°, che include materiale visivo, voci fuoricampo, rumori e suoni extra-diegetici e loop musicali su cui si dipanano le varie improvvisazioni. (...). Quasi impossibile stabilire con precisione quante e quali barriere questo lavoro sia riuscito a demolire. Gli schemi compositivi, le combinazioni strumentali e le differenziazioni di genere e stile scompaiono miracolosamente. Persino la famigerata demarcazione tra le varie arti viene meno, in perfetta tradizione art-jazz, in perfetto stile Pollock Project.

SCRIVERE DI JAZZ

Giuseppe Mavilla - Gennaio 2014

Il gruppo opera sul filone esclusivo dell’art-jazz, con una grande attenzione all’arte visuale, i loro concerti sono corredati di video e il loro linguaggio musicale unisce la creatività della musica afroamericana a quella di altre arti. (...) Il tutto attraverso un’espressività musicale che nell’esplicare la liberta creativa del jazz incorpora elementi musicali che sconfinano nella world music e combinano umori acustici e sonorità elettroniche. (...) Al centro del layout espressivo del gruppo c’è uno strumento straordinariamente affascinante come il caisa drum di cui si prende cura Testoni, un segno distintivo non indifferente ma determinante attraverso il quale il gruppo conia una propria, singolare e ben definità identità. (...). Questi solo alcuni degli episodi più interessanti di una produzione di grande rilievo nell'ambito del jazz e dellamusica contemporanea italiana che merita attenzione e che va ascoltata anche per i profondi contenuti culturali e artistici che dimostrano come l'arte in genere e nella fattispecie quella musicale, si esprima al meglio se legata profondamente  alla realtà. Ampio merito va quindi riconosciuto ad Alesini, Testoni e Di Loreto per questa splendida produzione.

A PROPOSITO DI JAZZ

Gerlando Gatto - Marzo 2014
Davvero un bel disco, interessante, originale, ricco di spunti, coinvolgente questo del “Pollock Project” (...)  ed in effetti l’album propone una serie di situazioni sonore, di atmosfere del tutto diverse unificate da una sorta di filo rosso costituito da una dolce, suadente, cullante cantabilità di fondo nonostante la crudezza dei temi sociali spesso evocati. Insomma un quadro composito, con mille tasselli ma ricondotto ad unità dalla bravura dei musicisti (...) 

SOUNDS BEHIND THE CORNER

Nicola Tenani - Marzo 2013
Il jazz del Pollock Project è come un fiore che distende i suoi petali su tutto, solare e positivista cogliendo la migliore energia che quest’era difficile e negativa presenta, un jazz non implosivo ma attento a captare le piccole sfumature della vita, cinematico e didascalica volontà da parte dell’ensemble capitolino (...) un disco che si ascolta per il piacere di farlo, senza ipotesi ed aspettative, il gusto dell’abbandono come voglia di essere altrove potendo grazie ad un piccolo disco trovare le ali per migrare.Anche solo con il cuore, ma è qualcosa più del nulla, potere della musica…

ROLLING STONE

Nicola Bertasi - 2012

(...) con un chiaro riferimento all'action painting dell'artista americano, l'idea alla base di questo progetto è quella di creare una melodia al di fuori degli schemi classici della musica dove i caisa drum incontrano gli strumenti a fiato ed il sax, dove il jazz diventa quasi un dipinto da immaginare perchè la libertà creativa è importante e anche visionaria. Marco Testoni ne è sicuro: "Credo nello scambio fra discipline artistiche perchè arricchisce l'intensità e la forza del proprio lavoro creando assonanze e visioni. Con Pollock Project cerchiamo soprattutto di rincorrere un'idea di Art-Jazz." (...).

ROMA IN JAZZ

Fabrizio Ciccarelli - Marzo 2014
Sognando, ma anche solo immaginando, grandi pensieri giungono alla mente, verrebbe da dire. “Quixote” è un Melting Pot molto sentito da chi il Tutto ha “sentito”. Dalle oniriche melodie delle percussioni caraibiche di Marco Testoni fluisce l'intenzione di inventare un sound tanto metropolitano quanto tribale (...) C'è, soprattutto, il non controllo, la No Wave del Jazz (...) Non sappiamo di certo quale proposito finale animi le composizioni, l'arrangiamento, l'esecuzione solistica... percepiamo un'Idea Universale accuratamente lontana dalla New Age, un'Armonia ipotetica che induce chi ascolta a guardare in alto, alla cultura Azteca, a quelle centroamericane e africane, ad una Danza Pre-europea, nel nome di una Pangea mai sopita, mai assente nell'Alfa-Omega della Musica. Seducente da ascoltare, armoniosa e plastica materia su cui meditare circa l’Essenziale della Vita.

JAZZITALIA

Nina Molica Franco - Marzo 2014
Le vie del jazz sono infinite, e questo lo sa bene il Pollock Project, il trio che sul Palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma ha mostrato come la musica possa snodarsi secondo percorsi multipli.(...) Il loro è un linguaggio molto particolare, in cui, come il nome del trio suggerisce, la musica e le immagini dialogano tra loro. Ed è proprio questo costante conversare tra i due sistemi che crea un'esperienza emozionale inedita e che ritroviamo in Quixote il nuovo lavoro discografico che hanno presentato.

GQ

Stefania Cubello - 2012

Per Jackson Pollock, maestro dell'action painting, l'arte (astratta) dovrebbe essere goduta come la musica. L'idea musicale, visionaria, sperimentale dei Pollock Project, viceversa, si assimila come l'opera dell'artista americano vissuto nella prima metà del Novecento e, nello specifico, attraverso l'applicazione della sua particolare tecnica pittorica, il "dripping", ovvero l'atto di far gocciolare il colore dall'alto sulla tela, a cui il trio italiano di art-jazz, come già suggerisce il nome, si ispira.

POLLOCK 

PROJECT